CORRIERE DELLA SERA – IL PELLICANO, RIFUGIO GOURMAND A PICCO SUL MARE

“Qui abbiamo la luna”, mi ha rivelato prima di cena un cameriere. Si riferiva al contemporaneo sorgere, al tramonto del sole, del satellite naturale della Terra sull’orizzonte della bella Cala dei Santi, vicino Port’Ercole (Grosseto), ma rispondeva senza accorgersene con un claim poetico all’intima domanda di chi svolge il tovagliolo in un ristorante con 2 stelle Michelin. Ma questo fiore all’occhiello di uno degli hotel più esclusivi d’Italia non tradisce le attese: lo chef Antonio Guida vi soddisfa celebrities e teste coronate con una cucina naturale e un’atmosfera di rilassante understandment deluxe. Il raggiungimento dell’equilibrio dei sapori è parola d’ordine, perseguita provando i piatti per giorni prima di farli arrivare alla ventina di tavoli affacciati sul mare dalle rampe del Monte Argentario.
Tre orti privati con 60 specie d’erbe e fiori commestibili costituiscono la base per inventare accostamenti dal bilanciamento esatto. Difficile premiare con un voto migliore primi, carni o pesce: il livello alto resta stabile. Meglio raccontare alcuni particolari: la zona pasticceria della cucina a 14 gradi per non perdere nulla del sapore di dolci e gelati, il carrello “internazionale” dei cioccolati che conclude ogni cena, le quasi 1000 etichette della cantina, l’incredibile scatola degli occhiali, uno scrigno di pelle che contiene lenti di ogni gradazione per chi avesse dimenticato le sue.

Sintetizzando, si potrebbe parlare di “Pellicano experience” per questo ristorante, che fa il paio da giugno con “All’Aperto”, secondo ristorante dell’albergo (una ventina di scalini più sotto) e che ogni giorno presenta buffet e cucina mediterranea. Il Monte Argentario digrada sul mare in verde scogliera, lasciando d’un tratto spazio al rosso, azzurro e bianco di un’elegante residenza. È l’immagine dall’alto del Pellicano: 45 anni di storia delle vacanze del bel mondo racchiusi in 35 camere, 5 junior e 10 deluxe suite che hanno visto passare Chaplin, la Regina d’Olanda, Gianni Agnelli, il premio Nobel Renato Dulbecco.

L’imprenditore Roberto Sciò rilevò nel 1979 questo angolo fatato e selvaggio di Toscana da un aviatore inglese che lo aveva scelto perché gli ricordava il promontorio di Pelican Point, California, dove aveva incontrato per la prima volta il suo amore. Da allora la fama del Pellicano è cresciuta (“One of the Best Top Hotel in the World” per Condé Nast Traveller) guadagnando allure da “un mondo a parte”. In un’atmosfera friendly, dove lo chic ha i toni del basso profilo, gli ospiti fluttuano rilassati tra la hall libreria, la terrazza Vistablu, il Pelliclub Health&beauty (massaggi, trattamenti, calidarium, fitness, boutique), la scenografica piscina d’acqua di mare riscaldata e, dopo l’ultima rampa rocciosa di scalini, la spiaggia-scogliera in candido cemento punteggiato da pochi ombrelloni.

Protetta da un personale discreto quanto veloce nell’intuire i bisogni del cliente, aleggia un’aura retrò singolarmente virata al moderno. Si ha la sensazione di trovarsi in un’oasi preservata, un laboratorio di lotta allo stress, sul ciglio azzurro dell’ultima frontiera dell’ospitalità dove natura e uomo concorrono per trasmettere benessere. Per questo il nascosto Pellicano è raggiunto da tutto il globo.

Marco Piscitello

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